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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
VIOLENZA SESSUALE PRESUNTA E INDIRETTA

I

Il sistema penale di contrasto alla violenza sessuale contro i minori

Nell’ambito della normativa di contrasto alla violenza sui minori, si parla di violenza sessuale presunta per riferirsi al reato di “atti sessuali con minorenni” (art. 609-quater c.p.) e si può parlare di violenza sessuale indiretta per riferirsi a quella che nel codice penale viene indicata come “corruzione di minorenni” (attuale art. 609-quinquies c.p. già art. 530 c.p.) e ad altri reati di sfruttamento.

Fu nella seconda metà degli anni Novanta che venne completamente riformato in Italia il sistema penale di contrasto alla violenza sessuale. In precedenza i comportamenti di violenza sessuale erano accorpati all’interno del titolo IX del codice penale che si occupava dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume (art. 519 e seguenti del codice penale), mentre le riforme degli anni Novanta li collocarono più ragionevolmente nel titolo XII riservato ai delitti contro la persona. La riforma fu attuata con la legge 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale) che introdusse nel codice penale tra i delitti contro la libertà personale gli articoli dal 609-bis al 609-decies, e due anni dopo, con la legge 3 agosto 1998, n. 269 (Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù) che introdusse, sempre nel codice penale, tra i delitti contro la personalità individuale gli articoli dal 600-bis al 600-octies.

Con la legge del 1996 si introducevano per il delitto di violenza sessuale (art. 609-bis) tre circostanze aggravanti specifiche, nel caso innanzitutto in cui il fatto è commesso in danno di persona che non ha compiuto gli anni quattordici (art. 609-ter, n, 1) ovvero in danno di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo o il tutore (art. 609-ter, n, 5) con previsione in entrambi i casi della reclusione da sei a dodici anni, ovvero ancora se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci con previsione della reclusione da sette a quattrodici anni. Per tutti i delitti di violenza sessuale commessi contro minori di età è prevista la procedibilità d’ufficio (art. 609-septies comma 4, n. 1) mentre per i casi di violenza sessuale di gruppo (art.609-octies: reclusione da sei a dodici anni) la pena è aumentata nelle situazioni di cui al richiamato art. 609-ter.

In ordine ai delitti di violenza presunta e indiretta la legge del 1996 inseriva gli atti sessuali con minorenni nel nuovo art. 609-quater e abrogava il vecchio art. 530 (corruzione di minorenni) riformulandolo nel nuovo art. 609-quinquies.

Con la legge del 1998, invece, si sanzionavano penalmente i comportamenti di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-bis) nonché quello di pornografia minorile (art. 600-ter), di detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minori (art. 600-quater) e di sfruttamento turistico della prostituzione minorile (art. 600-quinquies).

Modiche significative e miglioramenti di questo quadro penale riformato, vennero successivamente introdotti innanzitutto con la legge 6 febbraio 2006, n. 38 contenente disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo interne; poi con la legge 1° ottobre 2012, n. 172 di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007; recentemente con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39 (Attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile).

Nell’ambito delle due grandi riforme del 2006 e del 2008 avevano comunque trovato accoglienza gli orientamenti di politica del diritto che miravano a confermare la piena tutela del minore contro gli atti sessuali compiuti senza costrizione (violenza presunta) o in loro presenza (violenza indiretta) già previsti nel codice penale. Ci si riferisce al rinnovato reato di “atti sessuali con minorenni” (art. 609-quater) e al reato di “corruzione di minorenni” (nel testo di cui all’art. 609-quinquies - che punisce gli atti sessuali compiuti in presenza di un minore di quattordici anni - e che altro non è se non un reato di atti sessuali alla presenza di un minore, cui necessariamente seguiva l’abrogazione del vecchio art. 530.

Nella prima di queste ipotesi si parla di violenza sessuale presunta (a cui fanno riferimento anche altre ipotesi di reato), mentre nel caso della corruzione di minorenni (e dei reati di prostituzione e pornografia minorile) si può senz’altro parlare di violenza sessuale indiretta.

Gianfranco Dosi
Lessico di diritto di famiglia