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LESSICO DI DIRITTO DI FAMIGLIA®
VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE

I

Quattro nuovi reati per contrastare la violenza domestica e di genere

Non è semplice sintetizzare il contenuto della legge 19 luglio 2019, n. 69 (denominata "Codice rosso") contenente misure di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (in GU del 25 luglio 2019 ed entrata in vigore il 9 agosto 2019).

Considerata l'estensione attuale delle norme penali e processuali di protezione delle vittime di violenza domestica e di genere sarebbe opportuna ormai la compilazione di un unico corpus normativo che ne renderebbe certamente più semplice e accessibile la comprensione.

Dopo la stagione delle prime riforme degli anni Novanta in materia di violenza sessuale (la legge 15 febbraio 1966, n. 66 riformava le norme contro la violenza sessuale contenute nel codice penale1 mentre la legge 3 agosto 1998, n. 269 riformava le disposizioni di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori2; con aggiornamenti successivi) fu soprattutto agli inizi degli anni Duemila che il legislatore cominciò ad occuparsi con sistematicità dell'introduzione di una normativa di protezione ad hoc della violenza domestica e di genere. Ciò avvenne soprattutto con la legge 4 aprile 2001, n. 154 (Misure contro la violenza nelle relazioni familiari) contenente la disciplina degli ordini di protezione in ambito civile e penale3 e successivamente con disposizioni sempre più specifiche come avvenuto con l'introduzione del reato di stalking (art. 612-bis c.p. "atti persecutori")4 mediante il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11 convertito dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, in seguito oggetto di modifiche, rese necessarie anche dall'adesione dell'Italia a molteplici convenzioni internazionali.

La riforma introduce innanzitutto nel codice penale, con la finalità di rafforzare il contrasto alla violenza domestica e di genere, i seguenti quattro nuovi reati:

1) Art. 612-ter (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti)5 punito, nella pena base, con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000 (art. 10 della nuova legge).

1 Cfr la voce VIOLENZA SESSUALE

2 Cfr la voce SFRUTTAMENTO SESSUALE DEI MINORI

3 Cfr la voce ORDINI DI PROTEZIONE

4 Cfr la voce STALKING

5 Art. 612-ter (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d'ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.

2) Art. 583-quinquies (Deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso)6 punito con la reclusione da otto a quattordici anni (art. 12 della nuova legge). Parallelamente viene abrogato il n. 4 del secondo comma dell'art. 583 (circostanze aggravanti delle lesioni) che prevede(va) l'aggravante de "la deformazione del viso e lo sfregio permanente del viso".

3) Art. 558-bis (Costrizione o induzione al matrimonio)7 punito, nella pena base, con la reclusione da uno a cinque anni (art. 7 della nuova legge) collocato subito dopo l'"induzione al matrimonio mediante inganno" (art. 558 c.p.).

4) Art. 387-bis c.p. (Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa) 8 che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni per il caso di violazione della misura cautelare di protezione disposta in sede penale (art. 4 della nuova legge). Occorre ricordare che l'art. 6 della legge 4 aprile 2001, n. 154 contenente "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" solo nel caso degli ordini di protezione disposti dal giudice civile prevede(va) una sanzione penale per la sua violazione (attraverso il richiamo alla pena prevista per il reato di cui all'art. 388 c.p.: "reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032")9. In sede penale, trattandosi di misura cautelare la violazione comportava finora soltanto la possibile applicazione di una misura più grave.


Gianfranco Dosi
Lessico di diritto di famiglia