Tutte le sentenze
All'interno dell'indice troverai tutti i dettagli riguardanti le sentenze integrali pubblicate su Lessico di diritto di famiglia.
Divorzio (assegno)
D
Le Sezioni Unite sconfessano l'orientamento della Prima Sezione sull'autosufficienza economica allontanandosi anche dalle Sezioni Unite del 1990 e abbracciano la primitiva tesi della natura composita (perequativa, assistenziale e compensativa) dell'assegno divorzile, sopprimendo la distinzione tra fase dell'an e fase del quantum
Cass. civ. Sez. Unite, 11 luglio 2018, n. 18287

Ai sensi dell'art. 5 c.6 della l. n. 898 del 1970, dopo le modifiche introdotte con la l. n. 74 del 1987, il riconoscimento dell'assegno di divorzio, cui deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa, richiede l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi o comunque dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, attraverso l'applicazione dei criteri di cui alla prima parte della norma i quali costituiscono il parametro di cui si deve tenere conto per la relativa attribuzione e determinazione, ed in particolare, alla luce della valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio e all'età dell'avente diritto.

Adozione (dichiarazione di adottabilità)
A
La sana crescita psicofisica del minore prevale sul diritto ad essere educato nella propria famiglia di origine
Cass. civ. Sez. I, 18 giugno 2018, n. 16062

Pur risultando indiscusso che laL. n. 184 del 1983,art.1, prevede il diritto del minore a crescere e ad essere educato nella propria famiglia d'origine, questo diritto non è privo di limiti.


Lo stato di abbandono del bambino non viene meno per il solo fatto che riceva alcune cure materiali ed assistenziali finalizzate al suo benessere, da parte dei genitori o di parenti entro il quarto grado. Risulta invece preminente, per il suo interesse e per la sua sana crescita psicofisica, verificare che l'ambiente domestico sia in grado di garantirgli un equilibrato ed armonioso sviluppo della personalità. Non è, pertanto, sufficiente la mera dichiarazione proveniente da un parente che si manifesti disposto a tenere con sé il minore in luogo dei genitori, essendo necessario accertare, in concreto, la comprovata esistenza di pregressi e significativi rapporti con il bambino, nonché l'idoneità genitoriale del parente disponibile.


In tema di adozione, laL. 4 maggio 1983, n. 184,art.12, nell'indicare le categorie di persone che devono essere sentite nel procedimento per la dichiarazione di adottabilità, opera un riferimento ai parenti entro il quarto grado che abbiano mantenuto rapporti significativi con il minore; ne consegue che è irrilevante l'omessa audizione del parente entro il predetto grado, che pure abbia dichiarato al tribunale la propria disponibilità ad accogliere presso di sé il minore, qualora non sussistano rapporti significativi tra quest'ultimo e il predetto parente. La sussistenza di rapporti significativi con il minore costituisce un prius, e non un posterius, rispetto all'audizione del parente.


Lo stato di adottabilità di una persona minore di età deve essere dichiarato, infatti, anche quando non risulti possibile prevedere il recupero delle capacità genitoriali entro tempi compatibili con la necessità del minore di crescere in uno stabile contesto familiare.

Divorzio (competenza)
D
Ai fini della individuazione del giudice competente nel giudizio di divorzio, il certificato anagrafico non fa prova sulla residenza del coniuge convenuto
Cass. civ. Sez. VI - 1, 2 luglio 2018, n. 17294

Ai fini dell'individuazione della residenza, le indicazioni emergenti dalle risultanze anagrafiche danno luogo ad una mera presunzione, superabile alla stregua di altri elementi, ivi compresi quelli forniti da atti e dichiarazioni della stessa parte, tali da evidenziare in concreto la diversa ubicazione di detta dimora (cfr. Cass., Sez. VI, 28/04/2014, n. 9373; Cass., Sez. I, 1/12/2011, n. 25726; Cass., Sez. II, 16/11/2006, n. 24422).

Separazione (assegno di mantenimento)
S
Ai fini della esclusione dell'assegno di mantenimento, il giudice di merito ha il dovere processuale di "indagare" sui caratteri della nuova relazione dell'avente diritto
Cass. civ. Sez. I, 27 giugno 2018, n. 16982

Il giudice di merito ha la facoltà - che consiste in un dovere processuale - di porre ai testi domande utili a chiarire se la relazione extraconiugale si sia tramutata in una convivenza avente i caratteri della stabilità e continuità, idonea a conferire un grado di certezza al rapporto di fatto, anche tenuto conto della circostanza rilevante, seppur non decisiva, dell'eventuale nascita di un figlio.